Le mediazioni pericolose

Siamo casualmente venuti in possesso di un documento riservato che riporta un dialogo tra due persone che non siamo riusciti ad identificare. Pur ritenendo che si tratti solo del frutto della fantasia di qualche mitomane, riteniamo doveroso pubblicare. Ci dissociamo a priori, ed è proprio per questo parliamo al plurale.

Assistenzialismo romano

Assistenzialismo romano


G.F.: “Umberto, tutto bene?”

U.B.: “Ghz… Male… Medio… Sghf”

G.F.: “Dai ché c’abbiamo la conferenza stampa”

U.B.: “Bastardi-hg gioh-rnalist-hi…”

G.F.: “Umbi, tranquillo, non è ancora cominciata. Ricordi? Dobbiamo andare a dire che non ci siamo messi d’accordo! Che hai provato a mediare! Cristo santo, tu che medi… Dai, ci dobbiamo provare. Aspetta che ti porto vicino al microfono…”

(rumore di passi)

G.F.: “Un po’ mi dispiace per come si son messe le cose, sai Umbi? Ricordi i bei tempi andati, quando facevamo le leggi sull’immigrazione insieme? Tu eri davvero in gran forma, amico mio”

U.B.: “Eh eh… Ghsx… NEGHER, FOH-RA DI BAL!!! Eh s-gh” (tossisce, poi rutta)

G.F.: “…e vabbè, ora è diverso. Dobbiamo fare quelli che litigano… Sei pronto, Umbi?”

U.B.: “Gh… Caccah…”

G.F.: “Eh?”

U.B.: “Cach… glh… Cacca. Devo fare la cacca… ghs-z… Terone fasci-hg-sta di merh-da che… ght-sz… non sei altro”

G.F.: “La cacca? Adesso? Ma cazzo, c’abbiamo la stampa di là che aspetta!”

U.B.: “Aaagh-sz… Scap-ha… Mangiato cah-ssola…”

G.F.: “… e poi lo sai che non sono meridionale, quante volte te l’ho detto? Non è che se uno tira a prendere i voti al Sud è terrone per forza. Vabbè, dai, aspetta che t’accompagno”

U.B.: “Muovi-tih, teroneh… Gsz…”

G.F.: “Idiota… Aspetta, va’… Ecco il cesso. Dai, entra. E fa’ in fretta, Dio bono!”

U.B.: “Le bra… ghz… ghe”

G.F.: “Eh?”

U.B.: “I pantaloni, terùn… Gh… Sbotto-hnali…Non riesc-ogh”

G.F.: “Oh santo cielo! Questa ci mancava! Oddiomio, bisogna fare in fretta… Dai, va bene. Aspetta un attimo… Ecco fatto. Su, muoviti. Che situazione assurda…”

(qualche minuto di silenzio, poi rumori molesti)

U.B.: “Gianfrh-gz-anco! La cartah!”

G.F.: “Umberto, che c’è adesso? La Carta? Ma ti pare il momento di mettersi a parlare della Costituzione?”

U.B.: “La cah-rta igeh… Finitah-gh”

G.F.: “Ommadonna santa! Ci mancava questa! E cosa faccio adesso? Come faccio? Dove lo trovo un rotolo di carta igienica alla Camera… O cielo… Pensa, Gianfranco. Pensa, pensa, pensa…”

(qualche secondo di silenzio)

G.F.: “No… Non posso… Eppure è l’unico modo per fare in fretta! Aspetta… No, non c’è altra soluzione…”

(rumore di stoffa strappata)

G.F.: “Umberto. Prendi. Usa questa. Dai, hai sempre detto di volerlo fare…”

U.B.: “Bah-ndierah?!?”

G.F.: “Su, dai, non c’è altra soluzione. Siamo in ritardo, ci stanno aspettando!”

U.B.: “Ma coh-me facio?…”

G.F.: “Appallottola un po’, usa il dito, quello che mostri sempre, dai… Ma ti devo spiegare tutto?”

U.B.: “Oh beh… Ghz… Ecco, fath-to”

G.F.: “Su, andiamo. Dai Umbi, muoviti, ché la strada è lunga…”

U.B.: “Lunga lungah… Bun-gh-a buh-nga… Eh eh ghsz… Eh…” (tossisce)

G.F.: “Dai Umberto, anche tu con ‘sta storia del bunga bunga… Lo sai che ti fa male…”

U.B.: “Buh-nga, glielo fah-cio vedeh-re io, il bungah gsz buh-nga… Celo duh-ro…”

G.F.: “Dai, basta, ora… Entra nella parte. Dobbiamo far vedere che la tua mediazione è andata male, che siamo in forte disaccordo. Ricordi?”

U.B.: “Bunga bunh-gah zum zum zuh-mh… eh eh eh…”

G.F.: “Ma guarda questo che gesti che fa…”


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One Response to this post.

  1. Posted by Ami on 12.11.10 at 16:37

    Applausi! ahahah!!

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