Non c’è proprio un cazzo da ridere

Umore Maligno

Fascisti! Razzisti! Pedofili! (cit.)

Come forse sapete, collaboro con una banda di matti, che si scrive cose sul blog Umore Maligno, e si è anche su Facebook e robe del genere.

Ebbene,  su Facebook sono state pubblicate queste due battute, che riporto pare pare.

Abusa della figlia per nove anni. Per fortuna poi è nata una sorellina.

Marocchino, drogato e senza patente perde il controllo dell’auto e uccide 8 uomini. Che comunque erano calabresi.

Queste due battute hanno avuto un mare di commenti pieni di indignazione. La seconda in particolare ha visto arrivare decine di calabresi, o presunti tali, che hanno lasciato vari commenti, arrivando anche ad insulti e minacce colorite. Le più belle, tra l’altro, in dialetto.

Entrambe le battute sono state “segnalate”, e il “Facebook Team” ha provveduto a rimuoverle.

Ora c’è su, da poco, quest’altra battuta:

Scomparsa dodicenne rom nel napoletano. Con tutta quella monnezza in giro si sarà mimetizzata.

Probabilmente anche questa sarà segnalata e rimossa.

Probabilmente la stessa “fan page”, come si dice nel gergo di Facebook, presto o tardi sarà chiusa.

Le accuse che leggono nei commenti indignati sono pressapoco le seguenti: “fascisti”, “insensibili”, “razzisti”, “la vostra è apologia dei pedofili”. E altre cose del genere.

Altri si scherniscono dietro la critica “tecnica”, tipo “non fa ridere” o “la battuta è costruita male”. Ma leggi tra le righe una certa indignazione, che li porta a commentare. Perché se una battuta non ti fa ridere, non è che di solito ti preme tanto di dirglielo al tipo che l’ha fatta, semplicemente non ridi, non metti il tuo “like”, e vai oltre.

Poi ci sono le difese, nella quali a volte “casca” anche il sottoscritto. Perché quando sai chi ha fatto una battuta, quando lo conosci magari anche di persona, quando sai con che spirito vengono fuori certe cose, a tua volta ti indigni, ed entri nel dibattito, ti sforzi di spiegare, o di fare finta che non ti danno fastidio certi giudizi.

Razzista.

Fascista.

Pedofilo.

Persino quando qualcuno fa notare che se metti al posto della bambina Rom il figlio di Berlusconi o di Borghezio, allora tanta gente direbbe “bravi!”, comunque il giudizio resta.

Perché la battuta è scritta sulla bambina Rom.

Provo a dare una lettura diversa delle cose ora. Invece di parlare degli altri, parlo di me, almeno in prima istanza.

Certo, quando mi danno del fascista, del razzista, o del pedofilo, mi rode. Eccome se mi rode.

Mi rode perché ho sempre pensato, da che mi ricordo, di essere il contrario. Un democratico, un tollerante, una persona con un orientamento sessuale “pulito”.

(Per inciso, anche i gay rientrano in questa categoria della “sessualità pulita”, perché ho sempre pensato di essere “uno di sinistra”, e i gay quelli di sinistra li difendono. Ma i pedofili no, i pedofili vanno condannati, rinchiusi e resi inoffensivi; non con la castrazione chimica, che è roba da Calderoli, ma con qualche decennio di analisi freudiana o altra tortura analoga)

Ma allora – mi sono chiesto – perché queste accuse mi rodono?

Le risposte sono apparse chiaramente poco dopo, quando ho dato credito a chi accusava. Quando ho provato a scavare un po’ “dentro”.

Le accuse sono vere. Lo sono nelle piccole cose. O nei pensieri inconfessabili.

Sono razzista. Lo sono quando scosto infastidito il lavavetri o la zingara che porge la mano, difendendomi dietro pensieri tipo “ma trovatevi un lavoro!”, oppure “non posso dare la moneta a te, se la do a te dovrei poi darla a tutti, e ho una famiglia cui pensare”. Quando evito persone con una parlata o fattezze diverse dalle mie, o mi ci obbligo controvoglia ad interagire, perché altrimenti una vocina dentro di me dice che sono razzista.

Sono fascista. Lo sono quando considero certe persone “superiori” ad altre. Per censo, per curriculum scolastico o professionale, quando ogni santo giorno ignoro l’usciere o l’autista o il bigliettaio. Quando penso che la gente è stupida, e va guidata da chi è intelligente, da chi sa. Perché altrimenti è un casino.

Sono pedofilo. Lo sono, e mi vergogno a dirlo ma lo dico lo stesso, nel momento in cui vedo una bambina vestita da adulta, e provo attrazione.

Ebbene sì, sono tutte queste cose. E chissà quante altre.

Ora, tornando ad un discorso generale, io credo che esistano quattro livelli di crescita. Prendiamo l’esempio del razzista, ma vale per gli altri “attributi” citati, e per tanti altri analoghi.

  1. Il razzista convinto. C’è chi davvero crede che ci siano razze inferiori e razze superiori, e lo dice indirettamente perché non si può, in questa società, dichiarare di essere razzisti. Costui (o costei) è al livello “animale”, non nel senso spregevole, ma nel senso di quanto è consapevole di ciò. Per lui credere che certe razze siano spregevoli è normale come per la gazzella è normale scappare quando arriva un leone o come è normale per il leone inseguire la gazzella
  2. L’anti-razzista. Questa persona ha assorbito dei precetti morali, quali quello che dice che “essere razzisti non è cosa buona”, ma li ha recepiti dall’esterno, dall’educazione, dalla morale, eccetera. Questa persone vede il razzista che c’è negli altri, e vuole cambiarlo. Se è il caso, potrebbe anche eliminarlo. E’ rimasto ad un livello razionale, e ha cacciato nell’inconscio, o tiene per se stesso, i propri pensieri razzisti. Risultando così “diviso” al suo interno
  3. Il dubbioso. Questa persona è consapevole della propria divisione. Capisce che le risposte comuni al razzismo dell’anti-razzista non sono sufficienti. Coglie delle contraddizioni, lavora per disfarle. E ci scherza su (mi spiego meglio più avanti)
  4. Credo che ci sia, anche se non ne ho esperienza, un livello in cui si è superato sia il razzismo, sia l’anti-razzismo, sia i dubbi che la lotta tra razzismo e anti-razzismo generano. In questo caso si ha semplicemente l’assenza di razzismo (che non è anti-razzismo, ovviamente)

Ecco, su Umore Maligno credo che si stia tentando un esperimento. E non so bene neanche quanto ce ne rendiamo conto.

Stiamo cercando di smascherare il razzismo e l’anti-razzismo provando a prenderli per il culo entrambi, contemporaneamente.

(Ripeto, resto sull’esempio del razzismo, ma vale per qualunque “attributo negativo” dell’essere umano)

Il gioco è questo.  Ci travestiamo da razzisti. E lo facciamo in maniera apparentemente goffa. Ridicola. Paradossale. Eccessiva.

Un po’ come Charlie Chaplin, quando si travestiva da Hitler. Qualcuno se lo ricorda ancora? Charlie Chaplin, l’ebreo che recitava Hitler.

Il razzista, secondo questo gioco, viene ridicolizzato, perché si portano a galla i suoi ragionamenti contorti. Li si mette alla luce, come anche lui, o lei, si vergognerebbe a fare.

L’anti-razzista pure viene preso per il culo. Viene presa in giro la sua superficialità, il suo essere comunque ancora dentro ad uno schema manicheo, dualista: bene e male, bianco e nero, giusto e sbagliato.

E qui viene il difficile. A volte ci si traveste talmente bene da razzista che l’anti-razzista non lo capisce. E ti tratta da razzista. Quale tu, sotto il travestimento, in effetti sei, almeno in parte. Lo sei come chi ti accusa, e non lo sa, di essere come te.

Si corre sul filo dell’equilibrista. Sulla lama del rasoio.

Chissà, forse qualcuno ci arriva. Altri no.

E vabbè, che ci si vuole fare? Niente. Si può solo dire… peccato.

Già, come diceva quel tipo finito male, morto ammazzato, un paio di migliaia di anni fa?

Ah sì, diceva così: “Chi è senza peccato, lanci la prima pietra”.


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31 Responses to this post.

  1. Posted by andrea on 12.12.10 at 22:14

    hai dato voce a molti miei pensieri in maniera molto precisa e approfondita, una cosa di cui non sarei stato capace. grazie

  2. Posted by andrea on 12.12.10 at 22:16

    e comunque me lo ricordavo l’ ebreo che si travestiva da Hitler 🙂

  3. Posted by Uomomordecane on 12.12.10 at 22:56

    Bravo.

  4. Posted by abulafia on 12.12.10 at 23:34

    Suca.

  5. Posted by alexfor on 12.12.10 at 23:34

    Grazie, Andrea.

    Suca, UMC. 😀

  6. Posted by alexfor on 12.12.10 at 23:35

    Abbiamo postato insieme, abu. 😀 😀 😀

  7. Posted by kanna on 12.12.10 at 23:42

    ottima analisi: anche io spesso rimango perplesso di fronte a certe battute, perplessita` che arriva da un fastidio di fondo, e dopo qualche ragionamento arrivo a capire che, se la battuta e` buona, allora ha colto nel segno, perche` il fastidio che provo e` il sintomo di quella sindrome da “razzismo nascosto” che ci vantiamo di non avere, e che invece alberga in tutti, piu` o meno latente

    come per tutto il tuo ragionamento, vale che al posto di “razzismo” ci stia qualsiasi atteggiamento che consideriamo deprecabile

    difficile liberarsi dall’ipocrisia, e l’unica via e` mettersi di fronte a provocazioni tali che la facciano venire a galla

  8. Posted by gene fizz on 12.12.10 at 23:58

    « L’origine dell’omosessualismo è collegata alle circostanze sociali quotidiane; per la stragrande maggioranza della gente che si dedica all’omosessualismo, tali perversioni si arrestano non appena la persona si trovi in un ambiente sociale favorevole… Nella società sovietica con i suoi costumi sani, l’omosessualismo è visto come una perversione sessuale ed è considerato vergognoso e criminale. La legislazione penale sovietica considera l’omosessualismo punibile, con l’eccezione di quei casi in cui lo stesso sia manifestazione di profondo disordine psichico. »

    Quindi, caro Maso, se fosse corretto ciò che argomenti (e cioè che “i gay quelli di sinistra li difendono”) dovremmo concludere che la legislazione penale sovietica è di destra.
    Una reductio ad absurdum, senza dubbio…

  9. Posted by faberbros on 13.12.10 at 08:36

    Bravo, bravo e bravo.
    E saluta papà.

  10. Posted by silvia on 13.12.10 at 09:17

    CONDIVIDO ,APPREZZO L’ESPLICITAZIONE DI UNA POSIZIONE IN CUI FLESSIBILMENTE SONO CON VOI.Trovo coraggiosa l’esposizione cui sottoponete le vostre battutacce maleducate,volgari ,irriverenti e politically incorrect .Anch’io ho delle cose su cui non riesco a ridere ma non vi ho mai trovato finora insulsi ,banali ,scontati e conformisti,ipocriti . che è quello che in genere mi indigna

  11. Posted by Ami on 13.12.10 at 09:26

    Applausi for Alexfor! 🙂

  12. Posted by Ami on 13.12.10 at 09:26

    E mò ti condivido pure, guarda un po’!

  13. Posted by Castorovolante on 13.12.10 at 09:52

    Uh? Io pensavo di scrivere battute razziste solo perché sono razzista…che delusione…

  14. Posted by MC on 13.12.10 at 10:51

    Gesù davanti all’adultera dice: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
    Tutti lasciano cadere il sasso che hanno in mano e se ne vanno alla spicciolata.
    Arriva una vecchina, che raccoglie un sasso e lo tira in fronte all’adultera, spaccandole la testa.
    Gesù sospira. “Mamma, certe volte mi fai proprio disperare”.

  15. Posted by UomoMordeCane » Blog Archive on 13.12.10 at 14:34

    […] ciò che non deve. Sul tema circa i limiti della satira hanno scritto menti brillanti, ma anche brutta gente, che casualmente ci hanno preso. Io qui vorrei aggiungere che se una battuta nera vi tocca […]

  16. Posted by lucio on 13.12.10 at 17:12

    Il razzismo è l’eterno problema dell’induzione

  17. Posted by ale on 13.12.10 at 18:18

    chapeau

  18. Posted by Framzero on 13.12.10 at 20:04

    Pregevole e condivisibile in ogni riga, perchè sono gli stessi pensieri che ho io. E che cazzo non mi vergogno a dire che la zingara che mi chiede i soldi mi fa schifo.

  19. Posted by Mauro on 13.12.10 at 20:34

    Il tuo ragionamento è (per me) comprensibile e condivisibile.
    Ma non dare troppo peso a chi non capisce: non è una tua responsabilità e, anche se da fastidio o addirittura fa male, ho appurato che queste persone non c’è modo di “addestrarle”.

    A parte le bambine vestite da adulte, per le quali provo una pena infinita oltre a una notevole dose di disprezzo per le loro madri, sottoscrivo tutto.

  20. Posted by latuazanzara on 18.12.10 at 13:43

    vedrete dopo Natale come il Grande SCILIPOTI distruggerà DI PIETRO and co.
    aspettate gente aspettate… così come ho visto con totò che tre voti erano determinanti così vi dico aspettate…

    il PD vi ha già messo in inferno …

  21. Posted by Giulia on 21.12.10 at 18:22

    premettendo che UM può scegliere di intraprendere qualsiasi STILE esso voglia.
    premettendo che tutto quello che hai scritto sia vero anche per me.
    resta l’inutilità del vostro lavoro.
    cosa c’è di utile nel prendere per il culo l’anti-razzista che non sa di essere anche lui un razzista, anziché il razzista vero e proprio che non si limita ad un semplice pensiero, ma passa ai fatti?
    Io sono convinta che tutto e proprio tutto possa essere”salvato” attraverso un uso più appropriato delle parole. “Le parole sono importanti” diceva Moretti in un suo film(visto che Chaplin non è abbastanza).

    -ABUSA della figlia per nove anni. PER FORTUNA poi è nata una sorellina.
    -MAROCCHINO, drogato e senza patente perde il controllo dell’auto e UCIDE 8 uomini. Che comunque erano CALABRESI.
    -Scomparsa dodicenne ROM nel NAPOLETANO. Con tutta quella monnezza in giro si sarà mimetizzata.

    Siete peggio di un TG5 dove mettono in evidenza solo le notizie che appoggiano il regime.
    E la cosa peggiore è che non ve ne rendete conto perché lo fate semplicemente con l’uso inappropriato e pericolosissimo di quelle che voi pensate semplicissime PAROLE.

    “PECCATO”. Sì.

  22. Posted by alexfor on 21.12.10 at 23:37

    Giulia,

    la (supposta e non confermata) utilità sta nell’utilizzare le parole, il modo in cui sono collegate, l’effetto ironico che possono sollevare (“ironia”, ti invito ad approfondire il significato di questa parola), per aiutare l’anti-razzista a rendersi conto di essere anti-razzista, e ad accrescere di conseguenza il suo grado di consapevolezza.

    Mi rendo conto che questo metodo con te non è stato utile. Per ora.

    Grazie.

  23. Posted by Giulia on 22.12.10 at 01:24

    Alexfor,
    Non ho messo in discussione i contenuti della vostra (supposta e supposta) ironia.
    Anzi, ho anche precisato che sono d’accordo con quello che scrivi sull’anti-razzista ipocrita.
    A me non piace il vostro STILE. E la mia non è la “critica tecnica di una persona indignata…”, magari lo fosse! In quel caso mi avreste colpito, irritato, smosso. E invece no. Non mi piace e basta e lo dico non perché ho tempo da perdere a commentare su qualcosa che non mi piace, ma perché ho voglia di dire la mia. Semplicemente.

    Consiglio: prima di sentirvi criticati o insultati da chi non apprezza il vostro operato(può capitare, eh) cercate di mettervi sempre nei panni di chi legge. Cercate di mettervi nei panni di un napoletano, di un rom, di un drogato, di un calabrese, di un marocchino e via dicendo…
    Provate(magari non nei vostri scritti dove dovete fare per forza gli “ironici”) qualche volta a pesare le parole e a capire quanto possano essere pericolose, a volte.
    Come hai potuto constatare tu stesso, alcune parole, hanno sollevato tutto tranne che IRONIA.
    E forse è anche questo, in parte, il vostro fine. Quindi, perché vi meravigliate?
    Siate “STRONZI” in silenzio.

    Attenzione: non ho mai scritto che siete fascisti, che siete razzisti o pedofili. Non ho scritto niente di tutto ciò perché non amo le etichette. Non ho neppure detto che dovete cambiare il vostro STILE. Ho detto solo che non mi piace. E nel commento precedente ho spiegato anche il perché.

    Grazie a te.

  24. Posted by alexfor on 22.12.10 at 23:43

    Cara Giulia,

    tutto il tuo discorso è degnissimo e accettabilissimo. La tecnica, lo stile, eccetera.

    Si può essere d’accordo o no, le cose che vengono dette o scritte possono piacere o no.

    Quello che non mi è piaciuto, e che trovo strida con l’approccio “fattuale” e concreto della tue legittima critica tecnica, è la seguente frase:

    “Siete peggio di un TG5 dove mettono in evidenza solo le notizie che appoggiano il regime.”

    Questo io lo sento come un giudizio morale, e non tecnico. E i due piani, quello morale e quello tecnico, sono molto diversi.

    Sul secondo, per quanto mi riguarda, posso discutere. Sul primo fatico a seguirti, perché quello che, nel nostro piccolo, proviamo a fare, è satira. E la satira è amorale. Anzi, è anti-morale.

    (Non so se mi esprimo correttamente, se uso i termini che gli studiosi di queste cose non accetterebbero come validi; e se “sbaglio”, francamente non me ne frega un cazzo)

    Detto questo, continuo a riflettere sulla tua critica.

    Grazie ancora.

  25. Posted by Giulia on 23.12.10 at 00:38

    Alexfor,

    Veniamo alla mia frase o “giudizio morale”:
    “Siete peggio di un TG5 dove mettono in evidenza solo le notizie che appoggiano il regime.”

    Primo: io non faccio satira, ma nessuno potrà togliermi la libertà di essere meno “stronza” di voi nell’esprimermi, soprattutto quando mi rivolgo a persone che dovrebbero essere ben esercitate su giudizi e malignità varie.
    Secondo: il tg5 mette in evidenza notizie che appoggiano il regime, ad esempio extracomunitari che “danno fastidio”, che “uccidono”, che “rubano”… e che “è meglio se stanno a casa loro”. Tutte queste parole non solo arrivano al grande pubblico e ne influenzano la mentalità, ma fomentano l’odio verso questa gente che raggiunge un’immagine completamente negativa agli occhi degli italiani. In poche parole vengono a crearsi degli STEREOTIPI. Come per gli extra-comunitari(che tra l’altro già nel loro essere definiti tali, “EXTRA”appunto, costituiscono qualcosa di dichiaratamente non voluto) accade per tutte le altre categorie… napoletani, calabresi, ecc…
    Il mio associarvi al tg5 è un modo per farvi capire quanto io non approvi l’utilizzo inappropriato delle parole. Perché questo genera solo inutile negatività.
    Terzo: la mia non è stata né una critica morale né una critica tecnica, ma un’opinione riguardo alla vostra satira: non mi piace. Avrò il diritto di esprimerlo spiegando anche il perché?

    Saluti.

  26. Posted by alexfor on 23.12.10 at 09:55

    Certo che ne hai il diritto, ci mancherebbe altro.

  27. Posted by Nicola on 24.12.10 at 15:00

    Beh, dire che “un Marocchino uccide otto uomini” è una notizia da tg5, come dice Giulia, dire però che “un Marocchino uccide otto uomini, che comunque erano calabresi” è satira per il semplice motivo che chi la scrive fa la parte del razzista in modo paradossale: i Marocchini sono brutti e cattivi perchè uno di loro ha ucciso otto uomini, ma questa volta erano calabresi quindi non è grave, anzi, evviva i Marocchini.
    Poi potrà piacere o non piacere, ma è solo una questione di gusti. Certo, probabilmente chi la scrive parte dal presupposto che chi la legge non segua il sillogismo “un Marocchino uccide otto uomini, ergo tutti i marocchini uccidono otto uomini come sport nazionale”. Quelli che la pensano così di solito sono gli spettatori del tg5.

    Ps, credo di essere nella quarta categoria, quella dei non-razzisti. Sono un semidio oppure mi sto sbagliando?

  28. Posted by alexfor on 24.12.10 at 16:12

    Credo di sì, Nicola.

    😉

  29. Posted by Giulia on 25.12.10 at 03:37

    @Nicola
    Chi scrive non deve partire da nessun presupposto.
    Chi scrive (ad un pubblico, quindi non su un diario) deve prima di tutto curarsi che il messaggio arrivi in maniera chiara al destinatario.
    Non stiamo parlando di un quadro surrealista dalle infinite interpretazioni, ma di Satira.
    E la Satira deve far riflettere e non confondere le idee.
    Perciò farsi capire dal grande pubblico (nonni compresi) è il primo o per lo meno il minimo traguardo da raggiungere.

    Non sono gli spettatori del tg5 a pensarla in maniera sbagliata.
    Ma è il tg5 che inculca loro messaggi negativi partorendo VOLONTARIAMENTE degli stereotipi in parole che appoggiano il regime. (es: MAROCCHINO=UCCIDE; NAPOLI=SPAZZATURA, ecc)
    UM fa lo stesso, ma a mio parere ancora INVOLONTARIAMENTE perché nonostante voglia “ironizzare” con altri fini, utilizza comunque quegli stessi stereotipi, continuando a fare danni irreparabili.

    Ma come già detto, de gustibus! 😉

  30. Posted by alexfor on 26.12.10 at 10:21

    “Chi scrive (ad un pubblico, quindi non su un diario) deve prima di tutto curarsi che il messaggio arrivi in maniera chiara al destinatario.”

    De gustibus!

    “E la Satira deve far riflettere e non confondere le idee.”

    De gustibus!

    “Perciò farsi capire dal grande pubblico (nonni compresi) è il primo o per lo meno il minimo traguardo da raggiungere.”

    De gustibus!

    Ciao ciao. 😉

  31. Posted by Giulia on 26.12.10 at 17:50

    qualsiasi cosa detta non è mai critica o una verità assoluta.
    se qualcuno la prende come tale significa che ha la coda di paglia.
    se vi siete risentiti del fatto che molte persone non hanno capito o non hanno semplicemente apprezzato le vostre battute (segnalate e cancellate) chiedetevi il perché, oppure non chiedetevi nulla e andate avanti, sicuri che il vostro operato sia bello. è tutta qua la mia OPINIONE.

    “Lo strumento fondamentale per controllare la realtà è il controllo delle parole. Se tu puoi controllare il significato delle parole tu puoi controllare le persone che devono usare le parole.”
    Philip K. Dick

    ciao ciao 😉

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