Quando il domani verrà

Scilipoti

Domenico è sempre Domenico

Il futuro (e la libertà) dell’attuale legislatura dipendono da lui, Domenico Scilipoti. Questo modesto blog vi vuole offrire, in anteprima esclusiva sul voto di fiducia, un’inedita biografia di quest’uomo che domani, in un modo o nell’altro, deciderà le sorti del Governo Berlusconi. Con alcune succulente anticipazioni.



Domenico Scilipoti nasce a Scitìpoli (SC), il 25 dicembre di qualche anno fa. Non sappiamo di preciso quanti, sappiamo solo che sono tanti.

A causa dell’indigenza della sua famiglia, la madre di Domenico partorisce in una stalla, accudita da alcuni pastori, da un bue e da un asinello. Quest’ultimo è molto vicino alla madre al momento del parto, e Domenico magicamente ne assume le fattezze.

Altri bambini nascono la stessa notte nelle stesse condizioni. Molti ricordano un certo Gesù. Altri, ma molti meno, ricordano un altro bambino che nasce lì vicino, in circostanze analoghe: un certo Brian. Nessuno ricorda Domenico. Fino ad oggi.

Domenico cresce nell’indifferenza generale. Alle elementari, finisce in una classe femminile, unico maschio. Alle medie, finisce in una classe operaia, unico borghese. All’università, finisce in una classe, ed è l’unico che è acqua.

Cova dentro di sé un desiderio crescente di rivincita. Spronato anche dalla madre.

La madre di Domenico Scilipoti ha 91 anni già nel momento in cui lo partorisce. La stessa età che ha oggi. Ed è vergine.

Scilipoti, in giovane età, si butta in politica. Ma questa si allarga e lui batte la faccia per terra.

Sembra senza speranza, quando Antonio Di Pietro lo accoglie, a braccia aperte, nell’Italia dei Valori.

Rimane tuttora un mistero come Di Pietro sia riuscito a pronunciare correttamente il nome di Scilipoti. E ci riferiamo a “Domenico”, ovviamente.

Scilipoti milita nell’IDV, e grazie all’IDV, consegue un seggio al parlamento, come rappresentante dell’IDV. Nonostante una domanda continui ad angustiarlo: “Che cazzo vuol dire IDV?”

Improvvisamente, la svolta. E Scilipoti non ha neanche la patente.

Berlusconi rischia di cadere. Fini gli si rivolta contro. Bersani va in piazza. Raoul sembra avere la meglio su Kenshiro. Gesù e Brian sono stati crocefissi.

“Che fare?”, si arrovella Scilipoti.

Ed ecco che gli appare la madre. Scilipoti si meraviglia: è ancora viva, ed ha ancora 91 anni. Ma è fresca come una rosa, scattante come Rita Levi Montalcini all’ultima Maratona di New York.

La madre lo apostrofa. Anzi, l’apostrofa:

“Domenico, devi fare qualcosa. E’ il tuo momento, il momento degli Scilipoti!”

Scilipoti, lì per lì, viene travolto da un mare di dubbi: “Chi sono questi Scilipoti? Ce ne sono altri, oltre a me e mammà? Si dice gli Scilipoti o i Scilipoti? E soprattutto, dove sta l’accento in questo cognome del cazzo?”

Ma la madre non si ferma, e continua ad apostrofarlo: “Domen’Scilipoti, Cogli l’attimo! Diventa l’Ago della Bilancia!”

“L’Ago della Bilancia! Sì! SI’! SIIIII’!”, esulta fra sé e sé, fra Scilipoti e Scilipoti, fra Sabato e Lunedì.

In quel momento si ricorda di avere una sorella, Miwa Scilipoti. E le urla le parole fatidiche: “Miwa! Lanciami i componenti!”

E Miwa appare, con la sua astronave, e mentre Domenico unisce i pugni in segno di vittoria, gli lancia i tre componenti: fiducia, sfiducia, astensione.

Ormai Domenico si è trasformato, raggomitolandosi, in una testa. Ma non, come magari vi immaginate, di robot. Di cazzo.

Afferra i suoi componenti, e vola verso la Camera.

La storia, dopo, la sapete. Basta leggere i giornali di domani.


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One Response to this post.

  1. Posted by Ami on 16.12.10 at 16:00

    Improvvisamente, la svolta. E Scilipoti non ha neanche la patente.

    Berlusconi rischia di cadere. Fini gli si rivolta contro. Bersani va in piazza. Raoul sembra avere la meglio su Kenshiro. Gesù e Brian sono stati crocefissi.

    APPLAUSI! ahahahahahaha!!!

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