La questione del nocciolo

 

Arrivo sempre tardi. Sono giorni che c’ho delle cose da dire sul nucleare, e mi sveglio a scriverle quando ormai del nucleare non frega più un cazzo a nessuno. Perché ora i riflettori si sono spostati da Fukushima a Bengasi, da Tokio a Tripoli.

Ormai non in Italia non si prende più spunto dalla cacca che milioni di giapponesi si stanno facendo nelle mutande per scontrarsi noiosamente sul nucleare sì – nucleare no, la terra dei cachi radioattivi.

In Giappone, nel frattempo, la cacca addosso stanno continuando a farsela, con molto onore e molta compostezza. Ed è una cacca anche molto shakerata, perché la terra continua a tremare. Ma a noi, in questo momento, frega assai poco. C’è Obama che parla alla TV ed i caccia svolazzano allegri nel Mediterraneo.

Ad ogni modo, io me ne frego e parlo del nucleare.

Volevo dire a tutti, antinuclearisti e nuclearisti, che mi state sul cazzo. Tutti quanti.

Non solo perché, come già detto, vi siete scaldati tanto solo perché in Giappone è successo quel che è successo, ma in fondo del Giappone non vi importa nulla.

Non solo perché siete ridicoli nelle vostre mossette calcolatrici. Prima i nuclearisti si fregano l’election day, con la complicità della solita opposizione pasticciona, peraltro. Poi in Giappone si vede il trailer in 3D di 2012 e gli antinuclearisti ringalluzziscono, si rendono conto di avere culo – ma si vergognano ad ammetterlo – e rilanciano la loro propaganda.

E così su Facebook partono decine di condivisioni di “votiamo sì al referendum contro il nucleare”. E io già mi incazzo: perché partite in quarta?

Vi siete scaldati tanto per i 300 milioni di euro buttati nel cesso, prima di Fukushima? Beh, ora cercate di essere coerenti. E invitate, per favore, prima di tutto ad andare a votare al referendum. Prima lottate per il raggiungimento del quorum. E poi, dopo, in un secondo tempo, in separata sede, perché la maggioranza dei votanti, se credete nel “sì”, voti “sì”.

Ma la cosa che mi fa più incazzare di tutte è che non ho sentito un solo esperto, un solo politico, un solo opinionista tuttologico del cazzo, fare un ragionamento serio su questa questione.

Il ragionamento che intendo io vorrebbe portare l’attenzione non sul dilemma nucleare sì – nucleare no. Perché questo è un dilemma miope.

La vera domanda che ci si dovrebbe porre, secondo me, è la seguente: ma abbiamo davvero bisogno di tutta questa energia?

Perché, o miei cari ecologisti della domenica mattina al parco inquinato, non potete avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Non potete mettervi i paraocchi ancora una volta, e dire con voce muccosa “noi il nucleare in Italia non ce lo vogliamo, il nucleo è mio e me lo gestisco io, nuclei e buoi dei paesi tuoi” e poi continuare a voler fare la vita che fate.

Ma vi rendete conto del costo energetico che hanno le cose che quotidianamente utilizzate, consumate, mangiate, bevete? Sapete quanti megawatt costano tutti i vostri iPlof, i vostri netbuc, i vostri ferri da stiro, i vostri vestiti alternativi, i vostri surgelati, i vostro panini al prosciutto di Praga?

Tutto costa, energeticamente, sempre di più. Allevare gli animali costa energia. Coltivare vegetali, anche biologici, costa energia. Costruire case, mobili, automobili, telefonini, computer, stampare libri e quotidiani, rendere disponibili le vostre connessioni telefoniche e telematiche attraverso le quali urlate il vostro amore per la madre terra, tutte queste cose e tante, tantissime altre, costano un finimondo di energia, che anche voi, sì, anche voi, contribuite ogni giorno a dilapidare.

Non ci rendiamo neanche più conto di quanto costi, energeticamente, mantenere il nostro tenore di vita da paese industrializzato. E sono convinto che non ci sia quasi nessuno disposto non dico a rinunciare ad alcune di queste cose (non sono per i sacrifici, i sacrifici sono gesti idioti e bigotti), ma anche solo a chiedersi sinceramente se abbia senso il modo in cui viviamo, e se non sarebbe meglio (e dico meglio!) provare a renderlo meno frenetico, meno ingordo, più rilassato e più autenticamente piacevole.

E così finisce, miei cari progressisti, che hanno ragione gli altri. I cinici, quelli veri. Quelli che il fine giustifica i mezzi, che bisogna avere il coraggio, il pelo sullo stomaco e rischiare perché bisogna godersi la vita ed avere ciascuno l’internet che si merita, le poppe di silicone, i capelli smaltati, i jeans che compri già stracciati come Dio comanda, il TV al plasma nel cesso, ed i peli pubici firmati Dolce & Gabbana.

Perché non bisogna essere un economista od un fisico nucleare per capire che, se vogliamo tenerci il nostro cosiddetto benessere, allora il nucleare, piaccia o non piaccia, ci serve.

E’ così, c’è poco da fare. E se continuate a sostenere il contrario, a pensare che possiamo fare tutto con il fotovoltaico o l’eolico o battendo le mani tutti insieme, siete come gli struzzi che mettono la loro testa di cazzo sottoterra.

E voi, cinici, non pensate di essere migliori. Voi siete solo più addormentati, più zombie, più inconsapevoli degli altri. Perlomeno qualcuno la sente l’assurdità del modo in cui si vive, si lavora, ci si agita da fermi dentro la bara in cui questo sistema pretende di piazzarci.

Non crediate che i retori alla Ferrara o i manovali della dichiarazione prestampata alla Romani o le galline alla Prestigiacomo significhino qualcosa. Il fatto che abbiano ragione perché nessuno mette in gioco le premesse è culo, solo culo.

Dunque, ripeto, in attesa che qualcuno cominci a farsi delle domande un po’ più serie e profonde, si provi almeno, come primo passo, a far sì che questo referendum serva a qualcosa. A farci votare la maggioranza degli aventi diritto.

Così che tutta l’energia che verrà prodotta per stampare le schede, illuminare i seggi, trasmettere ed analizzare i risultati, non venga buttata nel cesso.

 

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18 Responses to this post.

  1. Posted by French on 20.03.11 at 01:05

    Sono d’accordo, fotovoltaico ed eolico non bastano a garantirci l’energia che ci serve per i nostri vibratori anali. Ma se invece del nucleare proviamo a fare un piano energetico come Horus comanda, con edifici energeticamente efficienti e case passive a dispersione zero, allora sì che basterebbe l’energia delle fonti rinnovabili, anzi, il nucleare perderebbe 3 a zero. E questo sempre in attesa che entri in commercio l’inchiostro fotovoltaico, che promette di rendere il doppio e costare un quarto degli attuali impianti anche se avremo sempre le mani sporche. Quindi alla fine non sono d’accordo! 😉

  2. Posted by alexfor on 20.03.11 at 10:40

    Non ho capito, French. Qual è la mia tesi, o presunta tale, rispetto alla quale tu sei d’accordo e non sei d’accordo? Che il nucleare è inevitabile se vogliamo mantenere questi ritmi di consumo?

    Forse non si è capito, ma la mia personalissima posizione rispetto alla questione nucleare sì – nucleare no è la seguente: non so. Ed è probabilmente questo che voterò al referendum.

    Ripeto, mi chiedo se non sia il caso di riflettere sul perché oggi ci troviamo costretti ad arrovellarci su questo dilemma.

  3. Posted by richiselva on 20.03.11 at 21:50

    Alex, penso che French si riferisca al fatto che dal tuo post si desume il pensiero “con questo regime di vita, il nucleare è necessario”.

    CIT. “Perché non bisogna essere un economista od un fisico nucleare per capire che, se vogliamo tenerci il nostro cosiddetto benessere, allora il nucleare, piaccia o non piaccia, ci serve.”

    Invece credo che French dica che non è vero, che si potrebbe mantenere lo stesso livello di “benessere” con altre risorse. Mi smentisca se ho capito male.

    Io, per dirti se sono d’accordo su questo, dovrei saperne di più. Purtroppo l’informazione nel ns paese è quella che è.

    In ogni caso quello che hai fatto è il discorso fondamentale che la tragedia giapponese avrebbe dovuto portare in evidenza. Invece, no. Non è andata così. Ma solo discorsi tipo: avete visto che il nucleare non va bene? oppure: non strumentalizzate la tragedia!

    Personalmente, sono per più progresso e meno sviluppo. Per i pannelli sul tetto e per mangiare i pomodori del mio orto. Un’energia domestica e meno energia sfruttata a cazzo, per la quale potrebbero bastare le fonti alternative. Me ne sbatto dei peli pubici D&G.

    Non so, credo di pensarla abbastanza come te.

    In ogni caso volevo solo scriverti: bravò! Poi mi son lasciato andare.

  4. Posted by orio on 20.03.11 at 22:09

    Sembri il mio professore di Fisica Tecnica.

  5. Posted by richiselva on 20.03.11 at 22:15

    Però l’energia di un battimani globale è una bella idea

  6. Posted by alexfor on 20.03.11 at 23:01

    Provo a chiarire il mio pensiero (volevo evitare che il post diventasse chilometrico, ma dei commenti, chi se ne frega?).

    Io ho come l’impressione che esista una sorta di legge fisica che dice più o meno così: esiste una proporzionalità diretta fra la quantità di energia che un certo fenomeno può generarti, a parità di “massa” (concetto espresso poco rigorosamente, una specie di licenza poetica) di un certo materiale utilizzato, e il rischio per la sicurezza ambientale che questo fenomeno energetico porta con sé.

    Detto in altre parole, credo che per fare l’equivalente energetico che la fissione di qualche grammo di uranio produce, ci vuole qualche chilo di carbone, una diga della madonna, centinaia di goffe pale eoliche o un prato di pannelli solari.

    E infatti, i costi dell’energia nucleare derivano dalle misure di sicurezza che devi attuare per evitare il più possibile che la centrale ti scoppi in culo. Sappiamo tutti cosa può fare l’uranio, figgendolo (si dirà così?). E più fai gli impianti sicuri, più i costi, verosimilmente, aumentano.

    In questo senso, ho come la sensazione che, se veramente si trovano tecniche che permettono di aumentare la resa delle cosiddette “fonti rinnovabili”, queste porteranno con sé un aumento della pericolosità della fonte. Chissà, magari l’inchiostro di cui parla French potrebbe essere cancerogeno, oppure produrre in automatico editoriali di Vittorio Feltri che si spargono nell’aere.

    Il punto, ripeto, è la fame di energia. Già parlare di “produzione” di energia è errato, secondo me. L’energia, lo dice la fisica, si trasforma, non si produce di certo.

    Il nucleare, poi, si porta dietro un certo senso di “hybris”, di arroganza dell’uomo che penetra i misteri dell’esistenza e non per fini di conoscenza, ma per usarli e consumarli. Ma è solo la tecnica estrema.

    La questione è che non sappiamo fermarci. Non sappiamo neanche prendere atto che questo benessere che ci obbliga a cercare di imbrigliare energia in modi sempre più pericolosi, non è vero benessere. E’ malessere. Lo viviamo tutti, tutti i giorni, nel nostro modo di relazionarci, di lavorare, di sfruttarci l’un l’altro, di prenderci per il culo.

    Eppure, ne siamo schiavi. E guai a metterlo in dubbio.

  7. Posted by alexfor on 20.03.11 at 23:08

    OK, orio. Ora torno a raccogliere il cotone.

  8. Posted by minatoar on 21.03.11 at 16:07

    beh, innanzitutto direi che…. se si convertissero in energia tutti i “cazzi” che hai usato avremmo già risolto il problema…
    il nucleare non è per niente una scelta giusta e non solo per un semplice fatto di prediligere vento acqua sole e quanto altro( che già non è poco…tra l’altro!)…ma perchè ce ne vuole di tempo affinchè le tue amate centrali arrivino a produrre l’energia di cui si ha bisogno per tutte quelle robe lì del tuo elenco! sono anni che fisici,studiosi, annessi e connessi (altro che prestigiacomo!) lo dicono…avresti dovuto prestare più attenzione prima di fare campagna elettorale camuffata da qualunquismo nichilista!

    in soldoni moriremo di fame aspettando che il nostro tostapane ci tiri fuori i toast , co sto nucleare! e, carinissimo da parte nostra, lasceremmo ai nostri figli ancora più MERDA (qui si che ci sta bene!) di quella che c’è adesso…e secondo me tra meno benessere e più merda qualcuno inizierà a preferire la prima. quindi dacci un taglio con queste sceneggiate scritte …forse era meglio che continuavi a ritardare questo tuo risveglio…dal momento che hai “parlato” per un sacco di tempo e alla fine hai detto precisamente IL NULLA!
    ma ci faccI il piacere!

  9. Posted by alexfor on 21.03.11 at 19:13

    Grazie, minatoar. E’ evidente che non è di contributi che vomitano presunte certezze come il mio che abbiamo bisogno, ma di quelli pieni di spunti di riflessione come il tuo.

  10. Posted by notizie on 21.03.11 at 19:18

    E non sarà la politica che dovrà risolvere la “questione nucleare”? In Italia sarà più facile di quello che sembra…

    http://notiziedelfuturo.blogspot.com/2011/03/processo-breve-nucleare.html

  11. Posted by alexfor on 21.03.11 at 19:28

    notizie, il prossimo spam che fai, ti metto nell’apposito filtro.

    Anzi, potrei farlo da subito, tanto sono sicuro che non leggerai.

  12. Posted by AiutanteDB on 21.03.11 at 21:08

    ho il sospetto che costruiranno centrali nucleari e impianti fotovoltaici nel deserto…. Libico

  13. Posted by alexfor on 21.03.11 at 22:56

    E’ un’idea.

  14. Posted by notizie on 29.03.11 at 20:06

    Letto, compreso e chiedo scusa…

    darò un’opinione sensata, o almeno ci provo… il nucleare è sicuramente una fonte d’energia “innaturale”…
    ecco una notizie vera:
    http://www.repubblica.it/ambiente/2011/03/29/news/comuni_rinnovabili-14190768/

    A livello locale si può fare molto per sopperire alle carenze energetiche… il livello globale di fabbisogno energetico è un “falso mito” che va superato… è una grandezza macroscopica di cui i normali utenti di energia non hanno bisogno.
    In realtà, l’energia dovrebbe essere prodotta a prezzi ragionevole nei pressi dell’utilizzatore finale…

  15. Posted by alexfor on 29.03.11 at 22:12

    Cristo santo, notizie, proprio ora che stavo per bannarti mi vai a scrivere un commento normale?

  16. Posted by notizie on 30.03.11 at 07:53

    MI dispiace, sono un ragazzo incoerente… a volte riesco a rendermi conto che lo spam incontrollato può dare fastidio… ovviamente, resta la possibilità di non fidarsi di questo “ravvedimento operoso”… e di proceder con il giusto castigo… “you’re the master”…

  17. Posted by Lucio on 05.04.11 at 17:04

    L’energia prodotta dalle fonti rinnovabili è non prevedibile e costosa. Attualmente non esistono modi di immagazzinare energia a costi accettabili e con rendimenti decenti. Visto che economicamente non conviene produrre energia con le rinnovabili, sono in vigore incentivi molto consistenti, a carico della collettività (a carico dei consumatori di energia). Il problema è: se tutti mettessero un impianto rinnovabile per cosiddetto autoconsumo (l’autoconsumo reale è in percentuale molto limitata) chi pagherebbe gli incentivi? Un po’ come Craxi in Cina: Presidente, 1 miliardo di socialisti! Ah sì? Ma a chi rubano? Il link di “notize” sono quel genere di informazioni frufru au caviar per fave i fighi (con il culo degli altri). Il nucleare ha insito un rischio potenzialmente devastante (ma quanto devastante?) e quindi è soluzione poco gradita. Tra l’altro in Italia non si riesce nemmeno a fare la TAV, figuriamoci una centrale nucleare (NIMBY). Probabilmente ha ragione Alexfor, con lo stile di vita attuale, non ci sono santi, o il nucleare, o il carbone (e chi se ne fotte della CO2!). Le rinnovabili no di sicuro (comportano disoccupazione, abbassamento del PIL etc ect)

  18. Posted by alexfor on 05.04.11 at 22:02

    Un’opinione molto autorevole.

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