Karma

Secondo il Codice degli Stati Uniti, il terrorismo “è l’uso illecito della forza e della violenza contro persone o beni, al fine di intimidire od influenzare i governi o la popolazione civile”. (Wikipedia)

Grande commozione oggi, in ogni dove, per i 10 anni dell’11 settembre. Una data che ha cambiato la storia. Una data che solo oggi, in esclusiva, ricorreva dopo 10 anni. Un’occasione da non perdere per sentirci tutti dalla parte del “bene”.

“Dov’eri tu l’11 settembre del 2001? Cosa facevi? Cos’hai provato?”, chiedevano un po’ tutti nei giorni scorsi, radio, giornali, TV. Io mi son sentito un po’ interrogato, sospettato. “Cazzi miei”, ho pensato fra me e me.

Tuttavia, preso dallo schema mentale che fa sì che dobbiamo considerare speciale un lasso di tempo di ventiquattro ore perché dieci – o un suo multiplo – rivoluzioni prima di questo insignificante pianeta intorno alla sua stellina era accaduto qualcosa, mi son trovato anch’io a riflettere.

Come sempre, mi son visto infastidito dall’ipocrisia. Quella che fa sì che si passi la giornata a forzare la nostra commozione: “Ricordi dieci fa? Oooh, che roba, neh? Mettiamo una bella candela su Facebook, va’, come fanno tutti”.

L’importante è farlo senza modificare troppo le nostre inveterate abitudini. Per esempio, interrompendo sulla Radio le cronache delle partite della tanto attesa seconda di Serie A (quest’anno, magicamente, arrivata prima della prima) con collegamenti da New York, per farci “vivere le emozioni della cerimonia di commemorazione”.

Sembrava il campo in più.

“Scusa Raffa, intervengo da New York! Giuliani ha appena portato in vantaggio la squadra di casa, con uno splendida preghiera a Dio che benedica l’America, su assist di Bush! Sembrava ormai finita la carriera del vecchio texano, che però è riuscito a fare una commovente e silenziosa passeggiata fra i resti di Ground Zero. Ottimo anche il velo di Obama, che ha ritardato il piano per l’occupazione, consentendo all’attaccante italo-americano di segnare. Impotente la difesa avversaria, immobile, quasi come il suo allenatore, Bin Laden. Ed ora cediamo la linea a Udine.”

A me quel che colpì di più dell’attentato dell’11 settembre fu quanto fosse “americano”, nella sua spettacolarità. Voglio dire: quel signore barbuto riuscì ad concepire e, soprattutto, a realizzare – ammesso che quel che ci raccontano sia vero – una roba che neanche il più brillante sceneggiatore di film catastrofistici di Hollywood sarebbe riuscito ad immaginare.

Io questo ricordo dell’11 settembre del 2001, cari radio, giornali, TV. Che sembrava di vedere un film. Ma era vero.

Mi sono andato a cercare la definizione di terrorismo, che ho messo all’inizio. E mi son chiesto: ma quali sono stati i primi atti di terrorismo compiuti nella storia? Possibile che non ci sia stato nessuno, prima, a fare qualcosa di così dirompente, incredibile, spettacolare?

Beh, il primo che m’è venuto in mente è stato un tipo che sparò ad un altro tipo che era re o principe, credo dell’impero austro-ungarico. L’attentatore era un anarchico o giù di lì. Ricordate? Di questo episodio probabilmente abbiamo visto un’immagine dipinta da qualche parte e riportata su un libro di storia delle medie o del liceo. E dovremmo ricordarci che causò – non ho mai capito perché – la prima guerra mondiale.

Poi mi è venuto in mente l’Olocausto. “Ma no”, mi son detto. “L’Olocausto non fu terrorismo, tecnicamente. Fu lo sterminio scientifico di un popolo. O meglio, di chi credeva ad una certa religione. Ma non c’era un governo da intimidire o influenzare”.

Ho cercato nella memoria. E, lì dentro, ho trovato solo questo.

“Guarda un po’”, mi son ritrovato a dialogare con me stesso. “Sta’ a vedere che quel ciccione del Buddha forse con quella storia del karma qualcosa c’aveva azzeccato”.

 

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2 Responses to this post.

  1. Posted by melissa on 12.09.11 at 12:28

    Sono d’accordo con te , in questi due giorni non ho fatto altro che pensare al Karma!!!!!!….ti stimo

  2. Posted by MarioZeudoPunterco on 15.09.11 at 14:39

    … d’accordo con te, quando sono buono trovo più facilmente parcheggio. Ed è il motivo per cui molti politici hanno l’autista.

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