Ma quale 25 aprile?

Per una volta sono d’accordo con Scilipoti, almeno in parte.

Non capisco cos’abbia da festeggiare questa gente. Non capisco chi parli di vittoria della democrazia o cose del genere.

Quanto è avvenuto ha tutti i connotati, se non del colpo di stato, sicuramente del commissariamento.

Mi pare chiaro che il signor Berlusconi non si è dimesso per la gioia di chi lo ha sbeffeggiato davanti al Quirinale e in giro per internet. Non mi stupirei, invece, se qualcuno, presumibilmente dall’estero, lo avesse chiamato, consigliandogli di farsi da parte. Qualcuno cui lui (esiste, vi assicuro, e non si tratta della gente in piazza, di Bersani o di Napolitano) attribuisce un’autorità superiore alla sua.

Non è importante sapere quale sia il cognome di questo qualcuno. Sarà Lagarde, o Obama, o Merkel. O forse nessuno dei tre, ma un loro lacchè, o un loro superiore; uno che, comunque,  ha saputo farsi riconoscere. E che ha fatto che capire che l’Italia, così com’era, non poteva andare avanti. Che si rischiava, come ha scritto il Times, di far crollare l’intera Europa, già messa a dura prova dalla crisi greca, e con questa forse l’intero equilibrio mondiale.

Dunque il nostro presunto stato democratico ha avuto in premio il suo commissario, che come tale si era già messo in grande evidenza. Il signor Monti. Per conto di chi e per quali scopi questo signore agirà, non è dato saperlo. Certo, a noi tutti – tutti quanti! – diranno che sta agendo nell’interesse nostro.

E sono tutti d’accordo. Pure quelli che ora fingeranno di opporsi, ben consapevoli di avere dei numeri che non consentono di compromettere il piano. Parlo dei Bossi e dei Di Pietro, per esempio. E pure dello stesso, istrionico, Scilipoti.

Ma la sostanza è un’altra, piaccia o no: il nostro cosiddetto sistema democratico, con le sue regole belle o brutte che siano, aveva eletto una maggioranza che aveva reso capo dell’esecutivo un certo signore. Costui oggi fa spazio ad un altro, voluto da persone che con il nostro sistema non c’entrano nulla, e cui tutti chineranno – chineremo – il capo.

Mi dispiace per quelli che ieri hanno festeggiato, ma la caduta di Berlusconi ed il suo essere rimpiazzato da Monti, per come si sta profilando, rappresenta innanzitutto una sconfitta del sistema democratico italiano.

Altro che 25 aprile. Questo è stato un 27 ottobre.

(Andate pure su wikipedia, come ho fatto io, per ricordare a cosa mi riferisco)

Semmai, quello su cui probabilmente non concordo con il cosiddetto onorevole Scilipoti, è che tutto ciò rappresenti un male.

 

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11 Responses to this post.

  1. Posted by richiselva on 13.11.11 at 22:48

    Grande Alex, come sempre. E lo ammetto, sono andato su wikipedia. Non avrei mai capito che col 27 ottobre ti riferivi all’indipendenza del Turkmenistan.

  2. Posted by alexfor on 13.11.11 at 22:51

    Ahahahahaha!!!

    Come dicono loro, que viva el Turkmenistan, siempre!

  3. Posted by clara on 13.11.11 at 23:09

    Wiki la victoria, siempre!

  4. Posted by MarioZeudoPunterco on 14.11.11 at 09:58

    1492 – Cristoforo Colombo arriva a Cuba
    1938 – Il tenore Ferruccio Tagliavini debutta al Comunale di Firenze nei panni di Rodolfo ne La bohème

    Sono indeciso tra questi due…

  5. Posted by lucio on 14.11.11 at 12:02

    Per me è stato un 12 novembre. Comunque di ribaltoni con governi non scelti dagli elettori, è piena la storia d’Italia. Dini, poi anche D’alema, mi pare…

  6. Posted by alexfor on 14.11.11 at 13:36

    No, Lucio, io non parlo di ribaltone – concetto che ho sempre trovato una cazzata, in quanto si tratta di meccanismi, per quanto possano piacere poco a qualcuno, che rientrano nelle possibilità regolate delle norme istituzionali e costituzionali.

    Oggi per me è diverso, ripeto. Ho l’impressione che Monti sia “imposto” da qualcuno che non rientra nelle solite meccaniche italiane, anche se trattasi di pastrocchi o inciuci o come li si voglia chiamare. La parvenza di mantenimento delle regole c’è, grazie all’accordo di tutte le istituzioni, ma il mio “senso di ragno” mi fa pensare che la realtà che porta a questa situazione sia diversa.

    Ciò a volte mi porta a chiedermi, per esempio: ma quanto siamo nella merda?

  7. Posted by lucio on 14.11.11 at 16:50

    Io la vedo che la BCE ha le ns palle in mano e stringe. Quindi, essendo noi dall’altra parte delle palle, ci tocca assecondare e mettere lì uno che goda anche della loro fiducia, e sia in grado di realizzare il loro programma di governo (la famosa lettera). Corollario: qundo fai un debito, ricorda prima o poi lo devi pagare…

  8. Posted by ale on 15.11.11 at 00:30

    nella merda siamo. come prima, né più né meno.
    in questo lago di melma, ci togliamo almeno uno sfizio: via il prescritto del consiglio.

    che sia una soddisfazione di breve termine, va da sé.
    che cerchi di tornare e tornare e tornare, va da sé.
    che la maniera in cui va sia una sconfitta della democrazia italiana – e della nazione tutta – non va da sé e lo condivido.
    eccetera.

    però, almeno lo sfizio di dire “basta con iddu”, credo possiamo permettercelo.

    concordo anche con la tua chiusura.

    poi, altro che 25 aprile. un 25 luglio, al massimo – e non è che i 20 mesi successivi al 25 luglio siano stati un periodo da ricordare.

    in ogni modo, di nuovo, condivido. anche su FB

  9. Posted by Votafone on 18.11.11 at 14:50

    Notate bene che, malgrado tutto, è andato via quando la speculazione ha attaccato i titoli Mediaset. Quei cretini che governano gli hedge funds pensavano che colpire i nostri interessi servisse, poi hanno capito che toccava colpire i suoi.

    Ciò detto, dalle crisi possono anche arrivare opportunità e, in fondo, un parlamento ancora c’è. Speriamo…

  10. Posted by Simo on 20.11.11 at 20:24

    Concordo.
    Con il tuo “senso di ragno”.
    Tempi bui.

    No, non c’è di che festeggiare.

  11. Posted by Paul on 29.11.11 at 02:14

    Oggi per me è diverso, ripeto. Ho l’impressione che Monti sia “imposto” da qualcuno che non rientra nelle solite meccaniche italiane, anche se trattasi di pastrocchi o inciuci o come li si voglia chiamare. La parvenza di mantenimento delle regole c’è, grazie all’accordo di tutte le istituzioni, ma il mio “senso di ragno” mi fa pensare che la realtà che porta a questa situazione sia diversa.
    +1

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