Monti Python

Una libera rielaborazione di questo articolo qui.

 

MILANO – Un nuovo ministro, tre viceministri e venticinque sottosegretari: un Consiglio dei ministri-lampo ha completato la squadra di governo di Mario Monti. E dire che aveva cominciato con un pane e due pesci.

Il nuovo dicastero – Funzione Pubblica e Semplificazione – che porta a 18 il numero dei ministri del nuovo governo, e che equivale ad un’aberrante fusione fra Brunetta e Calderoli, sarà guidato da Filippo Patroni Griffi, con il supporto della Contessa Mazzanti Serbelloni Vien dal Mare.

Il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, sarà invece il braccio destro dello stesso Monti: è stato nominato vice ministro all’Economia, ed immediatamente impiantato fra la scapola e la clavicola del Premier.

La lista dei sottosegretari, dopo giorni di attesa, è stata messa a punto in un Consiglio dei ministri-lampo, iniziato con un’ora e mezza di ritardo ma concluso dopo soli venti minuti. «Abbiamo completato la squadra di governo, quella dei viceministri e dei sottosegretari è una bellissima lista di tecnici», ha detto alla fine del Cdm il ministro per la Cooperazione internazionale e le Dichiarazioni del Cazzo, Andrea Riccardi.

NUOVO MINISTRO – Dal Consiglio dei Ministri è dunque stato dato il via libera alla nomina di un nuovo ministro per la Funzione Pubblica, che va ad integrare quelli già presenti nell’esecutivo, portando a 18 il numero dei componenti l’esecutivo. L’opzione era maturata nella giornata, dopo l’incontro della mattina al Quirinale da parte del premier con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso del quale Monti avrebbe anche illustrato un mix di interventi dell’Italia e dell’Europa per affrontare la crisi economica, e fatto notare che il numero precedente di ministri portava sfiga.

LE NOMINE – Questi i nomi della nuova squadra di governo: oltre a Vittorio Grilli, vice ministro, all’Economia entrano come sottosegretari anche Vieri Ceriani e Gianfranco Polillo. Bene, ce li avevo nel Fantagoverno.

Mario Ciaccia è stato nominato viceministro al ministero dello Sviluppo Economico con delega alle Infrastrutture ed ai Cognomi Ridicoli. Sottosegretari allo stesso ministero, Claudio De Vincenti e Massimo Vari. Il Ciaccia dei sottosegretari, mi vien già voglia di ballare.

Carlo De Stefano, Giovanni Ferrara e Saverio Ruperto sono stati nominati sottosegretari all’Interno. Se rabbrividite all’idea di mettere la vostra sicurezza nelle mani di tre sconosciuti, ricordatevi che prima c’avevamo Maroni.

Antonio Malaschini, già segretario generale del Senato, e Giampaolo D’Andrea, già ‘mpaolo d’andrea, saranno i nuovi sottosegretari ai Rapporti con il Parlamento.

Carlo Malinconico, attuale presidente della Fieg, è stato tristemente nominato sottosegretario all’Editoria.

Paolo Peluffo, consigliere della Corte dei Conti e consulente del presidente del Consiglio per il 150º anniversario dell’Unità d’Italia, è invece sottosegretario alla Comunicazione e all’informazione. Escluso anche stavolta il fratello Piero.

Al Welfare, nuovo viceministro è Michael Martone (e certo, al Welfare chi ci vuoi mettere, un Michele qualunque?) e sottosegretario Cecilia Guerra (sarà la figlia di Tonino: benvenuti nell’era dell’ottimismo!). Filippo Milone e Gianluigi Magri sono invece stati nominati al ministero della Difesa, approfittando della confusione generale. Andrea Zoppini, professore universitario a Roma 3 e Salvatore Mazzamuto, sempre della stessa università, sono i nuovi sottosegretari al Ministero della Giustizia dell’Università di Roma 3.

Marta Dassù, dirigente dell’Aspen Institute (il famoso Aspen Institute, come sappiamo tutti quaggiù), e Staffan De Mistura, con un lungo passato all’interno dell’Onu e all’esterno degli Onomastici, sono sottosegretari agli Esteri.

Guido Improta è stato nominato sottosegretario alle Infrastrutture. Roberto Cecchi è stato nominato sottosegretario ai Beni culturali. Francesco Braga è stato nominato sottosegretario all’Agricoltura. All’Ambiente, nominato Tullio Fanelli. Elena Ugolini e Marco Rossi Doria, sono stato nominati sottosegretari all’Istruzione. Mai vista un’edizione così devastante per il Grande Fratello.

Sottosegretario alla Sanità è Adelfio Elio Cardinale, attualmente vicepresidente dell’Istituto superiore di Sanità e in passato presidente nazionale dei medici radiologi, oltre che preside della Facoltà di medicina dell’università di Palermo. E fin dalle elementari è sempre stato capoclasse.

Con questa tornata di nomine, che conferma l’intenzione di scegliere una squadra «tecnica», il premier chiude la partita sulla squadra governo, per concentrarsi sul Consiglio dei ministri del 5 dicembre. In realtà, proprio sulla composizione «tecnica» si è scatenata la prima polemica contro il governo. Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri ha criticato l’indicazione di Giampaolo D’Andrea a sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento. «L’ostinazione con cui lui stesso o chi per lui ha voluto l’inserimento nel Governo dell’onorevole D’Andrea non giova alla reputazione dell’esecutivo. Avevamo chiesto che non ci fossero esponenti di diretta emanazione politica e D’Andrea lo è. Ci attendiamo da lui e dal Governo un gesto di coerenza, proprio per semplificare i rapporti con il Parlamento», dice Gasparri. «Non c’è nessuna valutazione negativa su una persona che conosco e rispetto- aggiunge- ma sono meravigliato perchè si è violato un principio a cui tutti ci eravamo pubblicamente richiamati. Meglio cancellare subito questo equivoco».

Ecco, quest’ultima parte giusto per ricordare, casomai ce ne fosse stato il bisogno, perché oggi ci troviamo con un governo di tecnici.

 

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