Troppo facile

Sarebbe troppo facile perdersi oggi in facili considerazioni su ciò che sta travolgendo la Lega e la famiglia del suo leader storico.

Troppo facile, per esempio, infierire con sterili battute basate su meccanismi oliati e populisti, quali Umberto – handicappato, Renzo – idiota, base leghista – massa di ignoranti.

Troppo facile cadere in banali qualunquismi, tipo notare che una volta entrato in politica chiunque diventa marcio, come tutti gli altri. Anzi peggio, per la grossolaneria dei comportamenti che emergono impietosamente. Troppo facile osservare o prevedere che certa antipolitica (oggi leghista, e domani chissà, magari dipietrista o grillina) deve il suo successo alla politica contro cui fintamente si scaglia, e finisce inesorabilmente per rivelare la propria vera ambizione: la conquista di potere, fama e denaro. Perdendo però in eleganza.

Sarebbe troppo facile, anche se forse un po’ meno, cogliere come il sempliciottismo manicheo del Bossi, dei compari e dei famigli, quello che ha permesso loro di cavalcare l’onda del consenso di menti volutamente ridotte nella capacità elaborativa e nella visione dei fenomeni – se non capite di cosa parlo, vi basterà sintonizzarvi per un’oretta su Radio Padania in uno degli spazi in cui si aprono i microfoni alla cosiddetta base – sarà quello che ora si ritorcerà loro contro. La stessa ascia che migliaia di beoti – parlo di quelli che si imbevono di rituali celtici e di sagre della cassoeula, non certo degli elettori occasionali che magari votavano questi perché li facevano un po’ ridere – avevano dato loro in mano, fatta di bianchi e neri, padani e terroni, nord che lavora e roma ladrona, diventerà presto base umiliata e dirigenti ladri, o altro del genere, facendoli a pezzi.

Sarebbe troppo facile, anche se più impervio, inerpicarsi in un’analisi socio-psicologico-famigliare a proposito del rapporto tra il Senatur e la prole, per cercare di capire se sia stato davvero un coglione, avendone peraltro da qualche anno il phisique du role e la parlata, o se invece, come pare più verosimile, da quel marpione che è avesse capito tutto ma preferisse far finta di niente, sentendo se stesso e quegli altri di già intoccabili.

Sarebbe troppo facile considerare che sì i centralisti e le banche e la giustizia a orologeria, ma cazzo farsi beccare con le mani nel sacco così neanche i bei socialisti di un tempo.

Sì, sarebbe troppo facile e improduttivo. Sarebbe un po’ come riascoltare ogni anno a Sanremo lo stesso stucchevole vibrato di Francesco Renga, in una canzone mielosa che ti scivola addosso come una pioggerellina primaverile sullo spolverino.

Ma non mi viene in mente nient’altro.

 

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2 Responses to this post.

  1. Posted by lucio on 09.04.12 at 18:00

    Sarebbe anche troppo facile dirsi: ok, questi i soldi loro, derivati dai rimborsi elettorali ma pur sempre loro, se li sputtanavano così. E gli altri, come se li sputtanano? La politica costa? E allora cercatevi altri vizi!

  2. Posted by alexfor on 10.04.12 at 08:32

    Lucio, sbaglio o su ‘sta cosa della Lega patisci un po’?

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