The Cart of the Intents of P.D.

Nella foto, il segretario del PD Bersani tiene in mano il voluminoso documento sugli intenti del PD


 

Ieri il segretario del PD ha presentato la Carta degli Intenti del PD, un documento in cui il principale partito italiano – almeno stando ai sondaggi del PD – afferma solennemente l’intento di dotarsi, prima o poi, di una serie di intenti.

È stato dunque un momento fondamentale nella storia della Sinistra italiana, paragonabile solo a pochi altri che nel seguito andiamo a ricordare.

  • La fondazione del Partito Comunista Italiano, avvenuta nel 1921 a opera di Antonio Gramsci, al grido di “questi pezzenti di operai hanno bisogno di qualche intellettuale che li guidi”.
  • La prima volta in cui Nilde Jotti, a Odessa in Ucraina, riuscì ad infilarsi nel letto di Palmiro Togliatti travestendosi da Iosif Vissarionovi? Džugašvili, detto Stalin.
  • La storica scelta del Compromesso Storico dello storico segretario compagno Enrico Berlinguer, che poi coerentemente indicò la linea dura contro le Br quando rapirono Aldo Moro: “Se lo liberano, questo qui ci costringerà a governare”.
  • La presa di coscienza della base di aver avuto come segretario Alessandro Natta, il giorno in cui questi si dimise.
  • Il famoso discorsuccio di Occhetto al congressello della Bolognina.
  • Quell’aprile in cui l’ex Partito Comunista, dopo anni di lotta senza quartiere all’acerrimo nemico DC, riuscì finalmente a far eleggere capo del governo Romani Prodi, democristiano.
  • La fondazione del primo movimento girotondino, per merito di Nanni Moretti e del supercomputer HAL 9000.
  • Il momento in cui Walter Veltroni decise di correre da solo la mattina quando fa footing e lanciò il suo slogan “Sì, noi possiamo tradurre dall’inglese ‘Yes, we can'”.

Ieri Bersani, sventolando la Carta, è partito a spron battuto affrontando uno temi più scottanti del contesto economico europeo e mondiale: le coppie gay.

Bersani ha spiegato: “‘Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico”. Ecco, manco ‘sta roba dunque è farina del suo sacco.

“Riconosceremo le coppie omosessuali”, ha detto Bersani facendo l’occhiolino alla Finocchiaro. Che l’ha subito cazziato, facendo evidenti segni verso Paola Concia: “È lei la lesbica che ci rompe i coglioni per evitare che sia Vendola l’unico a cavalcare il tema dei diritti dei froci!”, gli ha bisbigliato con la sua voce da Amanda Lear.

Bersani ha dunque ripreso: “La nostra idea è chiara. Metteremo nero su bianco che le coppie omosessuali sono quelle composte da due persone dello stesso sesso. Vale a dire due uomini che stanno insieme, oppure due donne. Dobbiamo solo capire come regolamentare le coppie formate da una donna e un uomo che prima era una donna e poi s’è fatta impiantare il cazzo, oppure da due uomini nel caso in cui uno sia Marrazzo. Azzo. Ma i nostri esperti giuridici stanno lavorando alacremente a specificare vari commi, che conterranno le misure e le fattezze previste per gli organi sessuali, in modo che il riconoscimento si possa fare senz’ombra di dubbio. Il nostro disegno di legge sarà pronto presto, prestissimo. Più precisamente entro febbraio del 2014, momento nel quale sarà sottoposto alla ratificazione della base attraverso apposite Primarie”.

Bersani ha poi spiegato il ruolo del PD nell’attuale scenario politico italiano: “Vogliamo avviare un percorso di alternativa non a Monti, ma alle destre e alle loro politiche sbagliate. Quelle politiche che oggi Mario Monti sta mettendo in pratica, anche con il nostro sostegno”.

“Eh?”, gli hanno fatto eco in coro i giornalisti.

“Scusate, volevo dire che noi costruiremo un’alternativa a queste forze che oggi governano così malamente. Questo PD, che sostiene con colpevole ignavia una serie di atti che non fanno che distruggere quel poco che rimane della classe operaia…”

“Pier Luigi, che cazzo stai dicendo?”, l’ha interrotto Fassina.

“E tu chi sei? Come ti chiami? Piera?”, l’ha apostrofato argutamente il segretario. Poi ha ripreso: “Noi stiamo facendo una cosa estremamente difficile, che ci porta ad assumerci anche responsabilità non nostre. Stiamo indossando i panni del cattivo, delle destre, per far emergere le loro contraddizioni. Io per esempio sono pelato come Berlusconi, compio gli anni il suo stesso giorno e non so fare un cazzo come lui. Solo non scopo. Mai. Neanche mia moglie. Ma il gioco sta funzionando. Altri, meglio di noi, hanno definito questo esercizio pericoloso ma irrinunciabile ‘rovesciamento logico‘”.

L’incomprensibile vociare dell’Onorevole Argentin, sobbalzante sulla sua carrozzella, non ha potuto interrompere lo sproloquio di Bersani, che ha proseguito come se niente fosse. “Sosteniamo questa fase di transizione in quel che ci piace e in quel che non ci piace, a cominciare dalla vicenda esodati su cui va trovata una soluzione. Per noi è chiaro che essi vanno contati uno a uno e poi condotti sulle spiagge del Mar Rosso; a quel punto interverrà Mosè che…”.

Ed è stato in quel frangente che il povero segretario ha perso i sensi. È rinvenuto poco dopo, farfugliando strane frasi quali “Massimo, ti prego, dimmi qualcosa che posso dire. Qualcosa di sinistra. Anche qualcosa non di sinistra, ma dimmi qualcosa che posso dire!”, e poi “Anna Finocchiaro succhia i cazzi! Per quello c’ha ‘sta voce, non perché fuma venticinque cubani al giorno!”.

Sostenuto da Enrico Letta, ha ripreso con fatica il suo posto, facendo un ultimo sforzo per concludere la conferenza stampa.

“Domani avrò un incontro con Vendola, giovedì con i rappresentanti del Terzo settore e così di giorno in giorno”. Ancora Vendola, e poi il terzo settore. Per sempre. Finché morte non li separi.

 

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3 Responses to this post.

  1. Posted by lucio on 01.08.12 at 10:56

    1°, uccidi il padre! Ottimo…

  2. Posted by Nuke the whales on 01.08.12 at 14:39

    ma dov’e la satira in tutto questo?
    puro realismo.

  3. Posted by alexfor on 01.08.12 at 14:47

    Grazie per i complimenti 😀

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