È proprio un bel Cardinale

– Uè, cara, che si fa oggi pomeriggio?

– Ma non ci sono le partite?

– No, sono stasera, e il Gran Premio lo sai che mi annoia. Andiamo al centro commerciale di Bonola?

– Ma no! Si va in Piazza del Duomo.

– Ti sei rincitrullita? Lo sai che è pieno di extracomunitari: marocchini, albanesi, giapponesi, bergamaschi… Sarà dal ’90 che non ci andiamo la domenica.

– Ma c’è il Martini, il Cardinale! È pieno di bella gente, vedrai. Trentamila, dicono.

– Ah. Ok, andiamo a sentire ‘sto Cardinale.

– Ma che dici, ciccio? È morto!

– Oh, santo cielo! E che facciamo, andiamo a vedere un cadavere?

– Massì! Ci vanno tutti, e andiamo anche noi. Altro che centro commerciale.

– Va bene… Però prendiamo la metro, eh, ché lì il parcheggio è solo a pagamento.

– Ok, lascia pure le chiavi della Punto a casa.

– Però, ciccia, che coda. Ma non avremo fatto una cazzata?

– Zitto, dai. Guarda c’è anche la tivù.

– Oh Madonna, non mi sono neanche pettinato.

– Ma stiamo entrando in Duomo! Non bestemmiare, Cristo!

– Va’ che bello, sembra un faraone d’Egitto.

– Oh, ciccia, ma ‘sto Martini… Cos’è che ha fatto?

– E io che ne so? Ho letto sul Corriere che dialogava.

– E con chi?

– Con le altre religioni. Tipo il paganesimo, il budesimo, queste robe qui.

– Oh, ma non sarà mica uno di quelli che c’hanno fatto arrivare tutta ‘sta marmaglia di saraceni che stan qui fuori?

– Può darsi, però ora stai calmo. Intanto è morto: uno a zero per noi. E poi guarda lì, c’è pure un arabo. Un imàn, inàm, come diavolo è che si chiama. L’ha costretto a venire pure a lui, a quell’olivastro del viale Jenner, dove c’è la zanzariera.

– Eh?

– La moschea, lì, dai! Non stare sempre a farmi le pulci.

– Ma perché il Clooney ce l’aveva tanto su con lui?

– Cosa?

– Dai, non ti ricordi? No Martini…

– E smettila di fare le tue solite battute idiote! Abbi rispetto almeno per i morti, soprattutto quando sono gente importante.

– Va bene… Comunque, se ci pensi, m’ha fatto venire pure a me, che ho sempre votato comunista. Porco di un…

– Zitto, siamo in chiesa! Dio bono!

– Uff, che palle. Meno male che stiamo uscendo.

– Ehi, guarda lì. C’è una che la intervistano. Sembra la madre Maria Goretti.

– Chi?

– Zitto, fammi sentire.

– Il Cardinal Martini ha incarnato il verbo di Dio, la lectio divina che fa di ciascun cristiano un Cristo.

– Sì, un povero Cristo, di questi tempi.

– Basta! Fa’ silenzio! Avviciniamoci, ché magari ci riprendono.

– Ma lei cosa ne pensa delle polemiche che ci sono state riguardo la scelta del Cardinale di rifiutare l’accanimento terapeutico? Non pensa che, in questo modo, sia stata una sorta di eutanasia?

– Sarebbe? Ha rifiutato le cure?

– Eh sì. Un po’ come la Englaro e il Uèlbi, solo che quelli non volevano che schiattassero, questi qui della Chiesa. Invece a lui che era Cardinale gliel’han lasciato fare.

– Ma cosa c’aveva? Il cancher?

– Il Parkinson.

– Come il polacco?

– Sì, è un po’ che non lo si vedeva in giro, ma probabilmente tremolava tutto anche lui.

– Oh, ma come mai ‘sti preti o son pedofili o gli viene il terremoto?

– Boh? Sarà perché non ciulano abbastanza.

– Eh, ma allora verrà anche a me una delle due malattie.

– Ma piantala, pirla!

– Comunque secondo me se uno vuol morire deve poter morire. Come i culi, il Vendola per esempio: è giusto che si possano volere bene tra di loro e che c’abbiano le coppie dei fatti. Basta che mi stiano lontani, checche e moribondi.

– Tranquillo, non c’è pericolo. Brutto come sei…

– Uè, ciccia, guarda che a me mi guardano ancora con libidine e fini di lucro, molte donne e anche degli uomini, le volte.

– Sì, certo. L’importante è che non ti debba guardare io.

– Scherza pure. Comunque, tornando a bomba: ma l’era proprio un progressista questo Cardinale, eh?

– Eh sì, forse addirittura un po’ comunista come te. Secondo me il Ratzi lo odiava.

– Sì sì, vabbè. Però adesso andiamo, ché mi fanno male i piedi, a forza stare in coda.

– Va bene. Però hai visto che bello? Non t’è piaciuto?

– Certo, m’è piaciuto. E poi c’era proprio tante personcine a modo, come noi. Però speriamo che non muoia un altro Cardinale, ché domenica prossima preferisco andare a far la spesa.

 

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5 Responses to this post.

  1. Posted by ale on 02.09.12 at 19:45

    inappuntabile.
    salvo per l’uso della parola “saraceni”, che al di fuori di ambienti accademici è usata solo dai pupari.
    non sarà mica che lui è terùn?

  2. Posted by alexfor on 02.09.12 at 20:56

    Dev’essere uno che ha fatto qualche trasferta al Sud 😀

  3. Posted by ale on 03.09.12 at 20:15

    ma un sud molto molto sudicio… 😀

  4. Posted by MZP on 05.09.12 at 09:14

    sarà che non ciulano abbastanza…

  5. Posted by Michael on 12.09.12 at 12:02

    Subito dopo la fine della seconda gurera mondiale,la Certosa di Calci ha ospitato orfani e figli abbandonati in tenera ete0 dei quali io ne ho fatto parte e ne serbo un tangibile e affettuoso ricordo,tanto da aver sollevato in me,la curiosite0 di poterlo rivedere dopo pif9 di sessant’anni.Ricordo anche che eravamo amabilmente assistiti da suore,quindi non ho capito bene come la stessa (certosa) abbia ospitato frati certosini oltre gli anni 70,il periodo al quale io faccio riferimento e8 45/50,in quanto raggiunta l’ete0 scolare,venivamo trasferiti in istituti del circondario pisano,ricordo anche nella fattispecie,con la collaborazione dell’ospedale S.Chiara di Pisa del quale venivamo anche assistiti in caso di necessite0.Lo scopo di questo mio intervento e8 di venire a conoscenza proprio di quel periodo della mia infanzia,per dare uno scopo ad una mia eventuale visita non tanto come turista occasionale,ma come persona direttamente coinvolta,con il desiderio di rivedere il posto che ha segnato indelebilmente la mia prima fanciullezza,ed avere dei riscontri che a quanto pare gli storici del sito hanno ingiustamente cancellato.Chiedo cortesemente di effettuare delle ricerche pif9 approfondite,e che parlino di quel periodo,molto triste per un verso,ma che di fatto ha segnato la vita di molti (oramai) nonni di oggi.Grazie per l’ospitalite0 e l’opportunite0 che mi e8 stata data.Maurizio B uno dei tanti orfanelli della certosa di Calci,che sembra non siano esistiti.

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