Attendo il giorno


 
Attendo il giorno in cui finiranno le tue paure, quelle che io so – te l’ho sentito proclamare con grande emozione – tu vuoi superare. Quel giorno tu saprai che le tue paure ci sono, sono lì, fanno parte di te, e la cosa più insensata è proprio averne paura.

Attendo il giorno in cui ti renderai conto che ti basta decidere che vuoi essere libero, forte, coraggioso, per esserlo. Quel giorno le voci che hai in testa, quelle che ti bloccano convincendoti del contrario, diventeranno un rumore di fondo, sempre meno intenso e fastidioso.

Attendo il giorno in cui vedrai, come io vedo chiaramente, quanto sei potente, e quanto tu stesso trattieni questa tua potenza non si sa neanche perché. Quel giorno distenderai le tue gambe in una falcata maestosa, che le tue braccia accompagneranno sciolte ed energiche, e sferrerai un calcio così micidiale che – altro che Inazuma Eleven! – la rete rischierà di spezzarsi all’impatto con il pallone.

Attendo il giorno in cui cristallizzerai la tua volontà di essere felice. Tu innanzitutto, e gli altri di conseguenza. Non viceversa. Quel giorno comprenderai la differenza tra vivere e sopravvivere, tra amare e possedere, tra essere amico e strumentalizzare. Quel giorno potrai ringraziare per l’attenzione chi proietta su di te aspettative solo sue, e chiedere gentilmente che si faccia da parte, quando è in ballo la tua serenità, continuando a condividere le tue emozioni se e quando se lo meritano.

Attendo il giorno in cui vedrai che non c’è conflitto tra te e gli altri, che la contraddizione è solo apparente, e che quando accetti integralmente te stesso allora accetti integralmente anche gli altri, anche se li inviti più o meno gentilmente a farsi da parte. Ché la vita e tua e hai pieno diritto di goderla in ogni singolo attimo in cui si dipana, di ridere di ciò che ti fa ridere anche se il bacchettone di turno dice che non si può, di arrabbiarti, di piangere, e di stare da solo con te stesso tutto il tempo di cui hai bisogno.

Quel giorno io ci sarò, e ti vedrò trionfare. Applaudirò, da fuori ma insieme, distinti ma uniti, e mi commuoverò.

Ma poi, perché diavolo parlo al futuro? Quel giorno è già arrivato, forse era ieri, forse sarà un domani qualunque.

Anzi, lo so, è oggi.

Ci vediamo tra poco. Buon compleanno.

 

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