È colpa sua

Da quando è successa la tragedia di Lampedusa, “vergogna” secondo Francesco, “vergogna più orrore” secondo Giorgio, e valutate voi cos’altro aggiungere, non vedo che gente che gioca a dire di chi è la colpa.

La Bossi-Fini. Colpa loro che non sono mai andati d’accordo, figurarsi fare una legge insieme. La Kyenge e la Boldrini. Colpa loro, che portano cordoglio laddove del cordoglio non se ne fanno niente. Il reato di immigrazione clandestina. La Guardia Costiera. Il Frontex. L’Europa. Barroso. La Merkel. Schettino. L’indifferenza. Gheddafi, Assad e pure Obama. Sallusti e Cicchitto. Berlusconi e Berlusconi. La Somalia e l’Eritrea, che da vent’anni sono un inferno, come sicuramente tutti ricordate. Vendola che porta Boldrini in parlamento. Letta che fa ministro Kyenge. “Venga a contare i morti con noi”. “Morto 1, morto 2, morto 3…”.

Ma secondo voi, di sapere di chi è la colpa, a quelli che sono morti gliene frega qualcosa?

Quando succedono queste disgrazie, si vede lontano un miglio che tutti ragionano, ancor prima che per strumentalizzare l’evento in ottica di maggiore consenso (“Se è colpa di quegli altri, allora voterete noi”), per disfarsi al più presto di un’eventuale responsabilità. Perché in Italia pensiamo, pianifichiamo e agiamo così: non per raggiungere un obiettivo, ma per scansare una colpa.

Per questo finiamo col dimenticare: le colpe continuano ad accumularsi, solo l’oblio allevia il loro peso. Per questo i nostri politici concludono poco o nulla (e cazzo, quanto ci somigliano). Per questo siamo dove siamo, tipo che il famoso 3% continua a farci una pernacchia. E sempre per questo coloro che oggi si oppongono all’“inciucio”, che si dichiarano orgogliosamente “moralisti del cazzo”, non sono diversi dai loro nemici che vorrebbero mandare tutti a casa.

(“Devono andare tutti a casa!”, “Aiutiamoli a casa loro!”: notate come l’approccio mentale, oltre che verbale, sia del tutto simile)

Qualcuno ha mai pensato di provare ad osservare un fenomeno, e ad analizzarlo e gestirlo come farebbe uno scienziato, senza cominciare a marchiare questo come buono e quell’altro come cattivo?

No, voi volete a tutti i costi un colpevole. Ma allora, provate almeno a usare un po’ di fantasia, invece di rimbalzarvi il cerino in maniera così odiosa.

Provate per esempio a dire che è colpa loro, di quelli che sono morti: hanno dato fuoco a una coperta o a chissà cosa su un barcone con qualche centinaio di persone a bordo. Un tantino imprudenti, non vi pare?

Oppure date la colpa al mare. Quest’assurda enorme massa d’acqua fredda e agitata che inghiotte i corpi che non galleggiano, quando ci decidiamo a incriminarla? O almeno a regolamentarne il movimento con una bella legge?

O facciamo un’indagine approfondita, perché se risaliamo all’origine, è colpa di quei due buffoni che si poteva stare tanto bene in quel giardino con ogni ben di dio (letteralmente, tra l’altro) e invece loro no, a dar retta a quel cazzo di serpente, e noi ancora qui a pagarne le conseguenze. Perché – non so se ve ne rendete conto – è con le categorie di queste storielle da bambini dell’asilo che continuate a far muovere i vostri neuroni, voi statisti, voi progressisti, voi libertari, voi liberisti, voi nuovo che avanza, voi federalisti, voi democratici, voi qualunque etichetta vogliate affibbiarvi.

E, se ne avete il coraggio, arrivate all’ultima, ma unica, estrema conclusione: è colpa di quel tizio con la barba, che da quando si parla di lui si nasconde chissà dove.

 

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2 Responses to this post.

  1. Posted by giovanni on 04.10.13 at 23:05

    Singolare quest’ansia di trovare responsabili in un paese in cui non si viene mai a capo di nulla.
    Staranno mica sciacallando le anime belle nazionali?

  2. Posted by alexfor on 05.10.13 at 15:42

    Come dicevo, trovo l’ansia di trovare responsabili direttamente correlata con il fatto che non si viene mai a capo di nulla.

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