Prugna non deve morire (o forse sì)

Prugna Dark

Post scritto da me medesimo all’interno di una discussione a proposito della chiusura della pagina “Prugna Dark”, effettuata da Facebook, su Facebook e in Facebook (sempre sia lodata). Per comprendere il contesto e conoscere i dettagli, vi invito a cliccare qui (vale a dire dove c’è scritto “qui”)(il primo “qui”, eh, non il secondo né il terzo).

 

Hell,

permettimi di darti un consiglio, dall’alto della mia pluriennale esperienza (c’è contemporaneamente autoironia e verità, in questa cosa), se hai intenti bellicosi a proposito di questa vicenda della Prugna Dark.

Lascia perdere.

Te lo dice uno che ha al suo attivo decine e decine di storiche (eh?) guerre e battaglie, contando solo quelle in questa vita, e fra queste solo quelle nella “satira”, e non ha ancora finito di combattere. Ripeto: lascia stare, soprattutto se è la prima che ti capita nel campo della “satira”.

È inutile, non serve a un cazzo. Ed è logorante. Ché poi magari ti ritrovi, come me, a quarantacinque anni suonati, quando cominci a sentire che i neuroni perdono qualche colpo, a non riuscire a dormire per scrivere presumibilmente inutili post su Facebook alle 5 e mezza del mattino, a litigare con i tuoi amici, a farti il sangue cattivo e roderti il fegato, a fumare troppe sigarette, e altre cose estremamente dannose per la salute.

Questa satira (tolgo le virgolette, d’ora in poi, perché è faticoso metterle ogni volta, ma fa’ come se ci fossero) non merita guerre e battaglie, semplicemente perché non esiste. Ed è una fortuna enorme, che non esista. Perché è l’unico modo possibile per ottenere il risultato che non abbia limiti, come tutti noi cosiddetti autori vorremmo.

– Caro autore, cos’è per lei la satira?
– Boh?

Ecco, questa è l’unica definizione sensata della satira. Perché tutti i problemi sorgono da quando tenti di darne una definizione.

Osserva il significato profondo della parola “definizione”: implica, di per sé, limitare. È normale: è la mente umana che funziona così. Quando cerca di comprendere un fenomeno, un qualsiasi fenomeno, come prima cosa DEVE definire un perimetro. E va benissimo! Perché senza questo portentoso meccanismo non saremmo qui, ora, a discutere su quest’aggeggio chiamato internet.

È il suo modo, suo della mente, di interpretare la realtà, che però è destinata, sempre, a sfuggirle. Perché la realtà, come la satira, è illimitata. C’è e non c’è. È intrinsecamente paradossale. E dietro la mente – hanno ragione autori satirici ben più famosi di noi, che si sono dati nickname fantasiosi quali Buddha, Cristo, Osho, e tanti altri – c’è qualcos’altro. Anzi, questo qualcos’altro la include, e include tutto quanto.

Prugna Dark non merita le tue battaglie, semplicemente perché non esiste neanche lei. Non esisteva già prima, quando secondo te, secondo me, secondo tutti quelli che c’hanno avuto a che fare, c’era. L’unica cosa che esiste sei tu. Tu, qualunque cosa sia questo “Tu”, sei l’unica cosa da proteggere.

E la cosa migliore che puoi fare per proteggerti, ancora paradossalmente, è arrenderti. Che non significa lasciarti soggiogare, tutt’altro. Significa accettare di essere bannato, incarcerato, avvelenato, crocifisso, ma mantenendo sempre la tua integrità. Sei fuori da Facebook, Da Spinoza, da Umore Maligno, da Lercio, o quel che vuoi, sei in carcere, ti stai ammalando, stai morendo, ma sei sempre tu, lo stesso che scriveva minchiate su Prugna Dark.

Solo così, arrendendoti totalmente, ineluttabilmente, ti apparirà l’evidenza, ciò che tu stesso ti nascondevi con imbarazzanti fette di prosciutto su qualunque organo sensoriale. E questa evidenza, questa verità, è che non c’è assolutamente nulla da cambiare, che va tutto benissimo così com’è, che questa realtà, sia nei suoi dettagli, nei suoi processi, momento per momento, sia nella sua inafferrabile e universale interezza, è perfetta.

Sarà solo in quel momento, quando ti sarai interamente rilassato in questa bellezza, che le cose che non ti piacevano (e che non ti piaceranno ancora, eh, perché tu sarai rimasto te stesso, nel frattempo) cominceranno a cambiare, a mettersi a posto, da sole, a volte esattamente come le volevi, altre volte diversamente e ancora meglio di come te le saresti mai immaginate.

Dunque prova, se ti va, a recitare questo mantra, e vedi cosa succede:

Ciao Prugna Dark <3

Un abbraccio.

Alex.

 

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One Response to this post.

  1. Posted by zio di kim on 10.01.14 at 15:23

    Hell,
    te lo dico amico…fatti li caxxi tui, fatti nu blogghe!

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