De Imbecillis

umberto-eco

Eco ha ragione. E ha pure torto.

I Social hanno dato voce agli imbecilli. Ma gli imbecilli c’erano già, ci sono sempre stati.

Certo, faceva più comodo all’élite, ai politici e anche ai cosiddetti intellettuali come Eco, quando questi dicevano le loro cazzate al bar. Erano più manipolabili, attraverso i media “broadcast”, che li gestivano come bersagli passivi. E soprattutto non erano essi stessi possibile strumento di manipolazione di altri imbecilli (che è la cosa che in fondo preoccupa di più i detentori della verità come Eco).

Ora invece parlano. Le cazzate le scrivono. Condividono bufale, senza la minima preoccupazione di verificare ciò che pubblicano sui loro profili.

E questo ci porta a essere consapevoli della tremenda verità, il vero abominio che abbiamo fatto finta di non vedere, per decenni.

Questi imbecilli votano.

E sono tanti, probabilmente sono la maggioranza assoluta degli aventi diritto.

Da qui, l’evidenza cogente dell’unica riforma istituzionale veramente necessaria.

Non importa che ci sia il Porcellum, l’Italicum o il Mattarellum. Sono tutte versioni minori di una stessa legge capostipite: l’Imbecillum.

Ci avete mai pensato? Per guidare ci vuole una patente. Per possedere un’arma ci vuole una licenza. Per esercitare una professione bisogna studiare, e ottenere un’abilitazione. Perché con un’auto, un fucile o un bisturi si possono fare gravi danni.

Ebbene, la stessa cosa vale per altri delicatissimi strumenti: la matita copiativa e la scheda elettorale.

Non dico tanto, ma un esamino, compiuti i diciott’anni. Un po’ di cultura generale, magari le basi della lingua italiana (anche per gli stranieri, l’importante è che vivano in Italia: non mi pare sia razzismo, anzi), ma soprattutto la cara, vecchia educazione civica.

“Per cosa diavolo stai votando? Lo sai chi è attualmente il Presidente della Repubblica? Quanti gradi di giudizio sono previsti prima di considerare qualcuno colpevole? Hai un’idea di cos’è quella roba chiamata “Costituzione”? Mi sai dire la differenza tra “federalismo” e “centralismo”? Il punto esclamativo e l'”1″ per te sono la stessa cosa?”

Una specie di “prova Invalsi”, insomma.

E poi qualche richiamino ogni tanto, chessò, ogni cinque anni come per la patente di guida.

Ecco: i Social, magari, li usiamo per realizzare un sistema a punti. Chi pubblica una notizia che è palesemente una bufala, ne perde 2. Quando li esaurisci, devi rifare l’esame. Magari stai fermo un turno, no?

Chi non è in regola – come diceva Dalla – quella domenica se ne va al mare.

I partiti e i movimenti vari? Beh, quelli dovranno imparare ad avere a che fare con un elettorato un po’ meno imbecille e manipolabile: non credete che non potranno che migliorare?

Dai, facciamo una modifichina alla Costituzione, tanto va di moda. Scriviamoci che il voto non è né un diritto né un dovere.

È un onore.

 

TumblrShare

2 Responses to this post.

  1. Posted by Riccardo on 12.06.15 at 05:51

    gli ormai canonici 92 minuti di applausi

  2. Posted by alexfor on 12.06.15 at 06:33

    Non si negano più a nessuno 😀

Respond to this post